È piccola, lontana, senza olivi eppure la Regione della Valle
d'Aosta quest'anno non vuole esimersi dal render omaggio al santo patrono
d'Italia Francesco d'Assisi, offrendo a nome di tutti i comuni italiani,
l'olio per la lampada votiva.
La prima volta che l' ha fatto in modo autonomo (sganciandosi dal Piemonte)
è stato nel 1975.
Non è nominata nemmeno nelle Fonti Francescane, ma per questo
non vuol dire che non sia stata visitata da san Francesco.
Anzi, certamente l' ha percorsa ammirando le straordinarie bellezze
naturali che la contraddistinguono e arricchendo così lo scenario
del cantico delle Creature.
Non ci sono certezze, ma non si può non pensare che il padre
Pietro di Bernardone non abbia condotto almeno una volta suo figlio
Francesco nella terra che gli aveva dato fortuna e benessere, la Francia,
e per la quale, anzi, aveva mutato il nome del figlio da Giovanni a
Francesco.
In Francia si arrivava dalla valle d'Aosta. Francesco di certo ha attraversato
la valle verso il 1215-16 quando si recò in Spagna, deciso a
raggiungere il Marocco per predicare agli infedeli.
Una malattia lo costrinse a fare ritorno a casa, ripassando sempre dalla
Valle d'Aosta.
La tradizione locale fervida e fantasiosa attribuisce allo stesso Francesco
l'iniziativa di aver collocato una primitiva comunità, la storia
invece fatta di documenti e ricerche, fissa la presenza dei frati francescani
dopo il 1352.
Fu in quell'anno infatti che Amedeo VI, conte di Savoia, chiese al papa
Clemente VI l'approvazione per l'erezione di un convento di frati minori.
Il Papa nella bolla del 22 ottobre 1352, nella quale - tra l'altro -
si dice esplicitamente che ad Aosta fino a quel momento non esisteva
nessun convento, approva.
All'entusiasmo del papa non corrisponde quello del vescovo e del clero
locale i quali non gradiscono la presenza dei frati.
La storia ha un seguito e il papa Innocenza VI, succeduto a Clemente,
manda un suo delegato per informarsi e decidere. L'esito dell' inchiesta
fu favorevole ai frati.
E il convento cominciò a figurare nelle liste ufficiali delle
Province dell'Ordine nel secolo XIV.
Alcuni mesi dopo l'inizio dei lavori il popolo valdostano, riunito nella
chiesa di Chatillon il 17 novembre 1353, prometteva il mantenimento
dei 12 religiosi che dovevano prestarvi assistenza religiosa.
Un testimone oculare, J. B. Tilier la descrive così: "E'
la chiesa più notevole dopo la cattedrale. Ha tre navate e fu
rimodernata nel 1702 di modo che sembra quasi nuova. A fianco della
chiesa esiste un chiostro molto bello sostenuto da colonne di marmo
rustico".
È una descrizione di stile barocco e non certamente del disegno
originario di stile trecentesco gotico francescano.
Purtroppo attualmente esistono poche tracce.
La furia della rivoluzione francese travolse la Valle d'Aosta e il grande
centro francescano.
Nel settembre 1792 cominciarono i giorni neri anche per la Savoia. Dopo
l'aprile del 1799, le truppe di Napoleone occupavano il convento di
san Francesco e l'anno seguente avvenne l'espulsione dei frati.
Il convento servì da quartier generale e la chiesa fu ridotta
a granaio e fienile per i cavalli. Nel 1803 il complesso fu acquistato
dalla città per costruivi il municipio e la piazza. L'edificio
fu smontato e il campanile fu fatto saltare nel 1836 con una carica
di dinamite.
Attualmente l'Ordine francescano è presente solo tramite la famiglia
dei frati cappuccini.
Dalla rivista San Francesco Patrono d'Italia, n. 9/2002, pp.
29-30.
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